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Eventi

Milan Climate Change Conference: L'Italia e l'UE di fronte alle sfide dell'Emission Trading e del Protocollo di Kyoto


29 e 30 Novembre
The Westin Palace Hotel, Milano


 

Compensazione di CO2 prodotta dall'evento fornita da

All’inizio del 2005 è entrata in vigore la Direttiva 87/2003/CE, altresì detta Emission Trading Scheme (ETS), ovvero la normativa che istituisce il sistema per lo scambio di quote di emissione dei gas a effetto serra nei Paesi dell’Unione Europea. Per rafforzare gli impegni sottoscritti a favore di uno sviluppo sostenibile e della mitigazione dei cambiamenti climatici, il Parlamento Europeo ha approvato la cosiddetta “Linking Directive” che permette alle società coinvolte nell’Emission Trading di ottenere crediti di emissione validi per i loro obblighi derivanti dalla Direttiva ETS anche da progetti realizzati in altre parti del mondo, come i CDM (Clean Development Mechanism) e i JI (Joint Implementation). Sebbene la Direttiva ETS sia indipendente dall’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto, è innegabile che la recente ratifica da parte della Russia abbia accelerato i tempi del suo recepimento e abbia incrementato il suo potere normativo. Cresce infatti, sia tra i consumatori, sia tra le aziende la consapevolezza che i cambiamenti climatici rappresentino un’emergenza globale che ci costringe ad affrontare il problema su scala planetaria.

The Milan Climate Change Conference si è distinta come il luogo d’incontro privilegiato per tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nella normativa (imprese, certificatori, trader e associazioni), offrendo un approccio a 360 gradi sul nuovo mercato delle emissioni attraverso un costruttivo confronto tra le parti in gioco e raggiungendo a pieno gli obiettivi prefissati, ovvero:

  • analizzare la posizione dell’Italia e della Comunità Europea nei confronti delle politiche per il contenimento dei cambiamenti climatici;
  • offrire un quadro esaustivo delle iniziative già intraprese nell’abbattimento dei gas serra presentando i casi di Gran Bretagna, Stati Uniti, Canada e Giappone;
  • spiegare alle imprese interessate come avviare o incrementare i propri affari in Italia all’interno del mercato aperto dalla Direttiva ETS;
  • aiutare a comprendere e a sfruttare efficacemente lo sfruttamento degli strumenti (CDM e JI) che rientrano nel Protocollo di Kyoto per ridurre i costi dell’ETS;
  • fornire un quadro globale sul cambiamento climatico attraverso il contributo di IETA (The International Emission Trading Assossiation).

Ha aperto i lavori Corrado Clini, Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente, che ha esposto la strategia elaborata dall’Italia per il raggiungimento degli obiettivi posti dal Protocollo di Kyoto e il piano di allocazione nazionale delle quote di emissione, illustrando, inoltre, i criteri che hanno guidato le norme per il recepimento della Direttiva ETS in Italia. A seguire Fabrizio D’Adda, Senior Vice President di ENI, ha offerto un quadro esaustivo delle sfide e delle opportunità con cui dovranno confrontarsi le aziende italiane mentre Matteo Leonardi, dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, si è concentrato sull’impatto del sistema di Emission Trading sui prezzi dell’elettricità e sulla competitività in Italia.

Quest’ultimo intervento è collegato a quello di Marco Cittadini e John Macadam, rispettivamente Manager e Direttore di Electrowatt-Ekono, che, il giorno dopo, hanno mostrato l’impatto a livello europeo. Sergio Treichler, Direttore R&S di Federchimica, ha portato l’esperienza dell’industria chimica italiana nella riduzione di CO2 e ha individuato le linee guida per il futuro del settore, anche alla luce del possibile coinvolgimento nella Direttiva ETS.
L’intervento di Gianni Silvestrini, Direttore Scientifico del Kyoto Club, ha invece spostato il fuoco sulle politiche e sulle strategie messe in atto dall’Italia nell’ambito degli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto, esponendo la propria convinzione che una forte e costante politica di efficienza energetica sia l’unica via che possa condurre a notevoli risultati, soprattutto nella produzione elettrica. Silvestrini ha concluso il suo intervento sottolineando che, sebbene sia stato calcolato un costo di adeguamento al Protocollo di Kyoto per l’Unione Europea pari a circa lo 0.06% del PIL del 2010, la riduzione delle emissioni comporterà un incremento di fatturato per comparti legati all’efficienza e alle rinnovabili nel periodo 2005-2015.
Questo convegno dall’ampio respiro internazionale ha ospitato importanti esponenti stranieri come Dirk Forrister, Managing Director di Natsource, che ha mostrato una carrellata sugli sviluppi dell’ETS in Canada, Giappone e Stati Uniti, esplorando anche le possibilità offerte dalla “Linking Directive”, Yuzuru Nonaka, Director Climate Change di J-power, che ha approfondito il ruolo e l’attività della propria società nel mercato dell’Emission Trading, e Jorund Buen , Partner di Point Carbon, che ha fornito uno sguardo sulle future forniture di CER da progetti CDM, sottolineando che, nonostante le difficoltà e la burocrazia, il trading dei certificati è un fatto consolidato e in pieno sviluppo.

Il secondo giorno della conferenza ha visto succedersi al tavolo degli speakers altrettanti importanti esponenti dei soggetti coinvolti nella Direttiva ETS come l’Avv. Marta Dente dello Studio Legale Belvedere, che ha affrontato la questione dell’abbattimento dei gas serra dal punto di vista giuridico, Alberto Eichholzer, Investment Manager di Fin Opi di Banca San Paolo, che ha fornito la prospettiva di un investitore italiano nel mercato dell’Emission Trading e dei CDM. Eichholzer ha dimostrato che, se l’obiettivo degli schemi di Emission Trading è creare un incentivo per la riduzione dell’inquinamento attraverso un segnale di prezzo, diventa allora fondamentale la presenza di un finanziatore che garantisca liquidità nel mercato favorendo un incontro costante tra domanda e offerta, così come la formazione di un prezzo significativo. Di seguito Michele Villa, Managing Director di ERM, ha presentato uno spaccato della situazione italiana di fronte alla sfide lanciate dalla Direttiva 2003/87/CE soffermandosi particolarmente sui settori cartaio e cementifero.

Zeno Beltrami, Tourism Industry Manager e Climate Change Service Manager, ha portato lo sguardo del certicatore indicando i criteri per lo sviluppo di progetti di successo. Infine Federica Ranghieri, Marketing Consultant di World Bank Italia, ha presentato il ruolo dell’Italian Carbon Fund nel supporto delle strategie attuate dall’Italia per rispettare gli impegni presi nel Protocollo di Kyoto.

Non bisogna inoltre dimenticare le due tavole rotonde, che si sono rivelate due importanti momenti di interlocuzione e approfondimento tra delegati e relatori, nonché due occasioni di dibattito che hanno permesso di sollevare numerosi spunti di riflessione sull’approccio di aziende e istituzioni alla questione dell’Emission Trading. Alla prima tavola rotonda, incentrata sull’impatto dell’ETS nei settori industriali coinvolti, hanno partecipato: Giovanni Dell’Aria Burani, Presidente di Assocarta, Giacomo Marazzi, Presidente di AITEC e Flavio Bregant, Direttore Tecnico di Federacciai. Alla seconda tavola rotonda, vertente sulle strategie che il settore elettrico dovrà attuare per sfruttare i potenziali vantaggi del mercato comune delle emissioni, hanno partecipato: Riccardo Ballesio, Manager di SAFE, Paolo Grossi, Direttore Generale di Elektra Italia, Nino Morgantini, Presidente AICEP e Massimo Orlandi, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Energia.

Oltre che dall’alto profilo degli interventi, gli importanti risultati raggiunti dal convegno sono stati merito dei quattro moderatori: Renzo Capra, Presidente dello IEFE (Università Bocconi) e Presidente ASM Brescia S.p.A, Andrei Marcu, CEO di IETA, Paolo Ghislandi, Segretario Generale di AIGET, e Luigi De Paoli, Direttore dello IEFE (Università Bocconi).

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